Bonus “aiuto genitorialità”

Bonus  per i lavoratori del settore del commercio


Fist Cisl umbria è la federazione a cui aderiscono Fisascat Umbria e Felsa Umbria, le categorie che rappresentano e contrattano per i lavoratori e le lavoratrici dei settori terziario, distribuzione, servizi e del variegato mondo del settore atipici tra cui il lavoro in somministrazione, collaborazioni coordinate e continuative, partite iva.

La nostra mission è quella di dare tutela ed assistenza contrattuale a chi opera nel settore dei servizi in tutta la sua complessità andando oltre il tradizionale ambito del lavoro dipendente.

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La collaborazione tra CISL Umbria e Vittoria Assicurazioni Spa inizia nell’anno 2000 con agevolazioni sia per la tutela assicurativa delle persone, sia per la tutela dei beni e delle professioni. La volontà attuale di FIST Cisl Umbria è quella di offrire sempre maggiori vantaggi ai propri iscritti con opportunità esclusive.

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Fisascat Cisl rappresenta e tutela contrattualmente tramite il CCNL Colf e Badanti il lavoro di assistenza alla persona. Organizza corsi di formazione finanziati da EBINCOLF con lo scopo di migliorare le competenze di chi assiste i nostri anziani. E, tramite CASSA COLF supportiamo gli iscritti ad usufruire delle prestazioni e dei servizi previsti per trattamenti assistenziali sanitari/assicurativi aggiuntivi alle prestazioni pubbliche.In questa area raccogliamo i curriculum di chi è interessato a partecipare ai corsi che organizziamo in Umbria per poi segnalare il personale formato a chi cerca Badanti qualificate e formate.

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16 Mar 2021
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        NEWS DI SETTORE

        Il terzo congresso regionale della Fisascat Cisl Umbria si svolge in un contesto economico politico e sociale che nessuno avrebbe mai potuto immaginare. A complicare ulteriormente la situazione, qualora ve ne fosse stato bisogno, si è aggiunta anche la guerra che la Russia ha scatenato nei confronti dell’Ucraina. Da Giovedì mattina l’Europa sembra essere ritornata alla prima metà del XIX
        secolo, quando le due guerre mondiali fecero piombare il nostro continente nell’inferno della guerra scatenata dai nazionalismi. Chi mai avrebbe immaginato che a 70 anni dalla fine della II Guerra mondiale il continente europeo tornasse nuovamente ad essere un teatro di guerra tra stati sovrani, quando ormai tutti davano per acquisiti i valori dell’autodeterminazione c’è chi, rivendicando la propria sicurezza ai confini, decide di invadere militarmente uno stato per imporre un governo a lui favorevole.


        Tutto ciò dimostra come non bisogna mai dare nulla per scontato, che certi
        diritti necessitano di essere sempre rivendicati e riconosciuti, quello che sta
        accadendo in Ucraina non può lasciarci indifferenti.
        Come sempre accade,dietro alle rivendicazioni di facciata ci sono in realtà
        sempre degli interessi economici da tutelare o rivendicare, la Russia così apparentemente forte è in realtà una federazione che vive quasi esclusivamente della vendita delle materie prime, Gas e petrolio in particolare, che poi esporta in maggior parte nell’Unione Europea. E’ paradossale osservare come, nel pieno di una crisi ambientale e climatica che sta stravolgendo il pianeta e che ci impone importanti cambiamenti per
        scongiurare il peggio, l’approviggionamento dei combustibili fossili ( che tanti problemi creano all’ambiente) è al centro degli interessi delle principali potenze mondiali.
        Gli USA, La Russia, la Cina al fine di tutelare le proprie economie si stanno sfidando ai limiti dell’inimmaginabile, la Globalizzazione che ha determinato un intreccio di tutte le economie mondiali ha determinato grandi trasformazioni nelle principali economie mondiali, determinando in
        particolare nel mondo occidentale una sempre più marcata distanza tra i ricchi ed i poveri.
        Chi ne paga le conseguenze sono coloro che, una volta attraverso il lavoro quotidiano riuscivano a garantire a se stessi ed ai propri figli condizioni economico tutto sommato soddisfacenti, mentre oggi (anche in virtù di una crescente precarizzazione del lavoro) vedono peggiorare le proprie condizioni. In questo scenario internazionale, appena accennato, c’è un soggetto che sempre di più appare smarrito e indeciso su ogni situazione.
        L’Unione Europea, non essendo uno stato, non essendo una federazione, non disponendo di una politica estera unitaria e tantomeno di un esercito è il classico Vaso di Coccio tra i Vasi di Pietra. Il progetto Europeista, che ha comunque fatto notevoli passi avanti dalla sua fondazione ad oggi, non può più limitarsi a rappresentare una importantissima area economica ma deve necessariamente fare un cambio di marcia ed intraprendere senza più tentennamenti il percorso verso gli Stati Uniti d’Europa. La pandemia da Covid 19 era di per se più che sufficiente per influenzare, l’economia, la politica, la società e conseguentemente le condizioni di tante lavoratrici e lavoratori. La crisi della globalizzazione così come è stata realizzata, la doverosa transizione energetica, la competizione tra le principali economie mondiali determinano, qualora ce ne fosse stato bisogno, ulteriori condizioni di instabilità. E’ indubbiamente un contesto molto complesso che potrebbe spaventarci solo al pensiero, noi invece vogliamo trarre stimolo da questa situazione per intraprendere quei cambiamenti necessari in grado di garantire un futuro sostenibile per le nuove generazioni e condizioni sociali e lavorative più
        dignitose. Nello scegliere il titolo di questo terzo congresso, Tra Esperienze e Speranze che Umbria sarà Con le colleghe della segreteria e il gruppo dirigente della Fisascat Umbria abbiamo voluto dare risalto alle esperienze che ognuno di noi ha vissuto sul piano contrattuale e professionale in questi ultimi 4 anni per poi indirizzarle verso una speranza, che nel nostro piccolo è immaginare un’Umbria che torni competitiva in un contesto nazionale che ha la necessità di ritrovare il suo protagonismo internazionale promuovendo una evoluzione della Unione Europea sempre più verso un’entità sovranazionale. Il 9 marzo 2020 ha rappresentato per ciascuno di noi una data che resterà impressa nella memoria collettiva, chi aveva mai sentito parlare di Lockdown? chi mai si sarebbe aspettato di vivere una condizione di incertezza e precarietà dovuta ad un virus? Ebbene credo che per tutti noi che siamo qui quella sia stata l’esperienza più rilevante dell’ultimo periodo, abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini, sia nella vita quotidiana che nell’ambito lavorativo, ho bene in mente quei giorni, quando le iscritte e gli iscritti ci cercavano per informazioni, per essere tutelati e allo stesso per tutelare la popolazione nella gestione ordinaria. In primis ricordo le tante azioni che abbiamo intrapreso per tutelare tutte quelle lavoratrici e lavoratori che continuavano a prestare la loro attività al pubblico, senza mascherine, senza dispositivi di protezione e noi che chiusi in casa scoprivamo le videoconferenze per confrontarci tra sindacati ed aziende e trovare le soluzioni possibili. Le continue ordinanze, i DPCM i bonus che venivano previsti per sostenere chi dall’oggi al domani perdeva ogni forma di sostegno economico, in quel periodo la Fisascat così come la maggior parte delle Federazioni di categoria
        e la Cisl hanno dato il massimo per continuare in quella che è la loro mission, sostenere, tutelare, garantire i lavoratori ed il lavoro.No vado oltre, saranno gli interventi che seguiranno a testimoniare ulteriormente le esperienze vissute, ora vorrei invece entrare più nel merito della nostra regione per illustrare la situazione in cui si trova e immaginare una speranza di ripartenza.

        Dobbiamo dirci onestamente che ci vuole un forte spirito di immaginazione per auspicarci un’Umbria capace di tornare competitiva, soprattutto se
        andiamo ad osservare i principali indici macro economici e sociali, ma la
        speranza è doverosa e soprattutto è doveroso auspicarsi quelle riforme
        necessarie che, finanziate economicamente dal PNNR potranno dare
        all’Umbria l’energia necessaria per risolvere le tante questioni che ci rendono
        fragili. Ritengo opportuno portare alla vostra attenzione alcuni dati che disegnano
        l’attuale situazione umbra e la cui inversione è decisamente auspicabile per
        sperare in un cambiamento di prospettiva.
        Partiamo dall’andamento del Prodotto Interno Lordo

        1) Il PIL in Umbria e in Italia dal 1995 al 2019
        1 L’andamento del Prodotto interno lordo pro capite umbro anticipa il trend decrescente nazionale iniziato con la crisi del 2008. Tocca il valore minimo nel 2014, per poi risalire lievemente mantenendo un’ampia forbice rispetto al dato italiano. Nel 2019, il Pil unitario prodotto entro la regione è di 12 punti percentuali in meno del valore nazionale.

        Il grafico riporta l’andamento del Prodotto Interno Umbro, in poche parole la
        ricchezza prodotta dal sistema Umbria che è facile osservare sia alla data del 2019
        di 14 punti inferiore a quello nazionale, inoltre in coincidenza con la pandemia
        questo ha subito nel 2020 un ulteriore crollo di circa il 9% per poi iniziare a risalire verso i valori del 2019.

        2) La produttività del lavoro
        Dalla fine degli anni Novanta, la produttività del lavoro in Umbria comincia nettamente a
        declinare allontanandosi progressivamente dalla media nazionale e ancor più del Centro
        Nord, la forbice che divide i valori umbri da quelli nazionali è ormai talmente ampia che è difficile immaginare un recupero dei livelli del passato se non attraverso una profonda trasformazione strutturale. Critica per l’Umbria è anche la situazione sul fronte terziario dove la produttività reale di
        Italia e Centro Nord rimane sostanzialmente ferma negli anni, mentre quella umbra
        declina. Nel 2016 la regione finisce per porsi con un valore di 86, a fronte del
        100 medio nazionale. In questo caso, mentre nei servizi di mercato tradizionali l’Umbria,
        pur divergendo dalle altre aree mostra una certa tenuta, sul fronte dei servizi
        avanzati, caratterizzati da performance produttive declinanti, si allontana
        pesantemente dalle aree benchmark.

         

        3) L’andamento demografico

        Il grafico illustra chiaramente il progressivo decrescere della popolazione
        regionale che nel 2019 si attesta a 882.015 abitanti, ma quello che è
        interessante osservare è come siano distribuiti in ordine alle fascie di età i
        residenti complessivi.

        Osservando le due tabelle è chiaro che la popolazione umbra stia progressivamente decrescendo e soprattutto invecchiando, ora premesso che l’allungamento della vita è un elemento da prendere in positivo, quello che deve preoccupare è l’innalzamento dell’eta media in quanto dimostra la
        scarsa propensione a fare figli e la scarsa capacità attrattiva verso l’immigrazione.
        Un altro elemento da osservare che ci caratterizza è la fuga dei giovani, sono infatti sempre di più i giovani che lasciano l’Umbria per i più svariati motivi, tra i più osservati c’è quello di chi sceglie di lasciare l’Umbria per motivi di studio oppure perché terminato il ciclo di studi non trova in loco adeguate opportunità occupazionali. E’ chiaro che dal punto di vista economico e produttivo una popolazione anziana è meno competitiva e soprattutto necessità di maggiori attenzioni ( e
        destinataria di servizi in particolare di tipo socio sanitario ) che pesano sul bilancio e drenano risorse da investire in sviluppo e crescita.

        4) Le vie di comunicazione

        la cartina in grigio indica la rete ferroviaria Umbra, quella in verde le principali
        arterie stradali, è facile osservare l’assoluta inadedeguatezza delle stesse e
        la conseguente propensione degli umbri ad utilizzare (gioco forza, stante la
        mancanza di alternative) come principale mezzo di trasporto l’autovettura
        privata, determinando le seguenti conseguenze,

        Soltanto il 16,5 per cento degli studenti (contro il dato nazionale del 27,5 per cento) va a piedi; la differenza è meno marcata (10,8 contro 12 per cento) per i lavoratori. Il mezzo più utilizzato da entrambe le categorie, è l’auto privata: come passeggeri gli studenti (52,5 per cento) e come conducenti i lavoratori
        (81,0 per cento). Il dato nazionale sull’uso dell’auto privata è significativamente inferiore soprattutto in relazione agli studenti (36,9 per cento). Il quadro infrastrutturale descritto chiaramente frena o rende ulteriormente complicato agevolare il trasporto non solo delle persone ma anche delle merci.

        5) L’aeroporto

        L’aeroporto San Francesco d’Assisi può rappresentare una interessante prospettiva per connettere la regione al contesto internazionale, ad oggi sullo stesso gravano più ombre che luci in quanto non è riuscito a consolidarsi, ma la sua presenza può rappresentare una opportunità importante per favorire quello che dell’Umbria sembra essere l’ambito più attrattivo : IL TURISMO

        6) Il Freccia Rossa

        Così come l’aeroporto può connettere l’Umbria all’Europa, il Freccia Rossa con la tratta giornaliera Perugia-Bologna-Milano-Torino può garantire al territorio una stabile connessione con le aree più produttive d’Italia con le quali è doveroso riuscire ad avere una stabile relazione. Con queste difficoltà strutturali l’Umbria deve necessariamente fare i conti al fine di riprendere un percorso economico che sia in grado di generare lavoro, se andiamo ad analizzare i principali settori all’interno dei quali si sviluppa la nostra azione sindacali, troviamo indubbiamente delle aree che possono rappresentare un potenziale per futuro, tra queste particolare attenzione va rivolta al Terziario Avanzato, Al Turismo, Al settore Socio Assistenziale

        7) IL TERZIARIO AVANZATO

        per quanto riguarda tale ambito c’è un’importante prospettiva che al momento è presa poco in considerazione dalla politica locale, mi riferisco alla possibilità di attrarre residenti tramite la possibilità di offrire ottime condizioni di smart working per quelle professionalità di mezza età che potrebbero avvantaggiarsi in Umbria di un ottimo contesto socio ambientale nel quale svolgere la loro
        attività. In particolare mi riferisco a tante di quelle professioni che vengono svolte
        all’interno di centri direzionali delle grandi città del Nord che potrebbero essere svolte nelle nostre città o campagne in condizioni ambientali e sociali in grado di garantire condizioni di vita migliori, in questo modo si potrebbe contrastare il trend demografico negativo ed attrarre in loco professionalità in grado di dare prospettiva al tessuto produttivo umbro.

        8) IL TURISMO e la filiera Ambiente e Cultura
        Rappresenta indubbiamente un importante contesto per l’economia umbra, ormai da molti anni la nostra regione ha iniziato a caratterizzarsi per una propria offerta specifica.
        Purtroppo il COVID ha messo a dura prova tale settore, che negli ultimi 2 anni, ad eccezione della stagione estiva ha visto un crollo verticale delle presenze. La promozione turistica regionale negli ultimi anni ha visto un importante salto di qualità, investendo in una promozione “finalmente” al livello delle attese, individuando un target specifico su cui puntare ed esaltando le peculiarità di un territorio la cui promozione non deve limitarsi al contesto ambientale ma anche e soprattutto al livello “esperenziale” che coniugata all’immagine “verde” della nostra regione costituisce un asset strategico capace di
        svolgere un ruolo attivante sull’intera economia. Trattandosi di “domanda esterna” questa riesce ad alimentare un circolo virtuoso che ha una duplice valenza, economica e sociale capace di innescare, da un lato un processo moltiplicatore su reddito ed occupazione, favorendo in particolare la partecipazione di donne e profili qualificati, in secondo luogo, produce effetti sulle risorse immateriali, ovvero sul capitale sociale e sulle identità collettive locali, fondanti per la capacità attrattiva di un territorio.
        L’idea di un approccio più organico e trasversale alla filiera Turismo-Cultura, coniugato alla valorizzazione ambientale, non limitandosi ad attrarre sporadicamente turisti, ma ponendosi l’obiettivo di rendere la nostra regione attrattiva anche per uno stile di vita più slow, necessità di una visione organica che viente tracciata nel PNNR 21/26 della Regione Umbria.
        Le risorse destinate :
        1. Attrattori turistico culturali per € 58.000.000,00
        2. Riqualificazione parchi, ciclovie e sentieri € 164.800.000,00
        3. Valorizzazione del Lago Trasimeno € 150.000.000,00
        4. Valorizzazione delle aree interne e dei Borghi della Regione €
        39.000.000,00
        5. Rafforzamento rete impiantistica Sportiva Regionale € 68.000.000,00
        6. Distretto del contemporaneo e delle arti in Umbria € 11.000.000,00
        Vanno necessariamente messe a sistema come tracciato nel piano la dove individua nella “Valorizzazione delle aree interne e dei borghi della regione” e le “Oasi e le vie del verde per una transizione ecologica” una possibilità di valorizzazione degli stessi a fini turistici accentuando il valore esperienziale dell’autenticità dei territori, della “Lentezza” e della responsabilità etica.

        Nel coniugare la Valorizzazione delle aree interne e la riqualificazione e messa a sistema delle vie, dei sentieri e delle ciclo vie, sarebbe opportuno inserire nella filiera anche il ruolo che nel contesto può essere svolto dal comparto Sportivo Regionale, che in questo ambito può benissimo essere inserito al fine di esaltare la “dimensione verde” dell’Umbria. Si potrebbe in tal modo dare corpo ad un modello di turismo che, basandosi sulla mobilità dolce e la riscoperta del territorio, attraverso la realizzazione di ciclovie e la valorizzazione della sentieristica regionale, valorizzando i percorsi regionali già esistenti (Assisi, Spoleto, Montefalco, Norcia, Cascia, Todi, Terni) possa coinvolgere e valorizzare il ruolo delle associazioni sportive anche al di fuori della tradizionale rete sportiva regionale. Al fine di realizzare tutto ciò è necessario valorizzare il ruolo degli Attrattori Turistico Culturali, mediante il finanziamento di iniziative capaci di costruire e organizzare un prodotto turistico in grado di rivolgersi al target adeguato e soprattutto capace di rivolgersi a quei mercati in cui il turista è orientato alla ricerca esperienziale che faccia percepire la storia, le tradizioni, le peculiarità eno-gastronomiche e culturali dell’Umbria Cuore verde d’Italia.

        9) Il Commercio e la grande distribuzione
        Un focus molto interessante sulla situazione è stato prodotto unitamente dagli Enti Bilaterali Umbri del Terziario e del Turismo congiuntamente ad ADAPT, la ricerca molto dettagliata, analizza la situazione Umbra, è possibile ( per chi ne fosse interessato) leggere l’approfondita analisi nel sito www.fisascatumbria.it Chiaramente la nosra regione risente delle trasformazioni nel settore, che hanno visto negli ultimi anni una forte diminuzione del commercio al dettaglio, il mantenimento della situazione nella grande distribuzione e l’affermazione del commercio on line, negli interventi che seguiranno verranno illustrate le azioni e la situazione nelle principali catene della distribuzione nelle quali svolgiamo la nostra attività

        10) Il Socio Sanitario Assistenziale
        In questo quadriennio ci siamo fortemente impegnati nel settore, l’età della popolazione umbra e le restrizioni da Covid hanno determinato una forte richiesta di servizi nell’ambito sociale e socio assistenziale. Il settore, fortemente influenzato dal ruolo della cooperazione sociale è uno dei più complicati nei quali svolgere l’attività sindacale. Il rapporto lavorativo del socio – lavoratore è molto complesso da tutelare in virtù proprio della particolarità della forma sociale della cooperativa che
        consente una destrutturazione del CCNL. Negli ultimi anni il settore, fino ad una volta caratterizzato da un sostanziale monopolio delle cooperative umbre ha visto l’ingresso di attori esterni alla regione, in alcuni casi sono arrivate cooperative solide e ben strutturate, in altri casi, anche in virtù dei pessimi bandi di gara promossi dai committenti pubblici, abbiamo visto comparire soggetti inaffidabili che hanno introdotto nel sistema CCNL pirata. Molte cooperative umbre vivono uno stato di crisi che si ripercuote sui salari degli operatori fortemente condizionati dal pagamento di quote sociali esagerate e da trattenute sugli stipendi che servono per finanziare economicamente le stesse cooperative.
        Nel contesto dell’assistenza familiare la Fisascat Umbria negli ultimi anni ha pianificato una serie di corsi di formazione per le Badanti, questo è stato reso possibile grazie alle risorse derivanti da EBINCOLF, l’ente bilaterale del sttore. In tale ambito abbiamo sentito la necessità di dare una maggiore formazione alle Assistenti Familiari, per migliorare il loro livello di competenze, per renderele più facilmente collocabili nel mercato del lavoro, ma anche per  dare una assistenza più qualificata all’anziano.Nei prossimi mesi è nostra intenzione proseguire nei processi formativi coinvolgendo in maniera strutturale la Federazione dei Pensionati e
        l’Associazione di volontariato Anteas.

        La Fisascat Umbria ed il radicamento sul territorio

        Il quadriennio 2017/2021 si è caratterizzato nella nostra azione sindacale per la diffusione degli Sportelli Welfare, recependo l’imput proveniente dalla Fisascat Nazionale, abbiamo sviluppato una rete territoriale di sportelli che hanno ricevuto un grosso apprezzamento, sia all’interno della Cisl che verso
        l’esterno nei confronti dell’utenza. I sportelli Welfare ci hanno permesso un maggior contatto con i lavoratori che si avvicinavano alla Cisl solo ed esclusivamente per il sistema dei servizi, la scelta di specializzarci nello svolgimento di pratiche (dalla disoccupazione agli assegni familiari, dalle prestazioni welfare dei vari enti bilaterali, fino all’esplosione dei vari Bonus durante la fase Covid) ha determinato un salto di qualità del nostro personale, che è ora in grado di garatire sia l’assistenza contrattuale e la tutela sul posto del lavoro, ma anche e soprattutto quella di sostenere l’iscritto quotidianamente nelle sue esigenze. La gestione degli sportelli è stata condivisa con la Felsa Cisl, in un’ottica di integrazione e di supporto reciproco tra le due Federazioni, l’attività svolta congiuntamente ci ha permesso ad entrambi di contaminarci reciprocamente e comprendere ancora meglio la complessità del mondo del lavoro, in particolare di quello somministrato e precario. Il prossimo passo per tali sportelli deve necessariamente essere quello verso lo “Sportello Lavoro”, per fare ciò è necessario strutturare con la Cisl dell’Umbria non solo un servizio, ma anche e soprattutto un modello nel quale il ruolo del sindacato non si limita all’assistenza dell’iscritto ma anche a supportare le persone nei momenti più difficili, quello dell’ingresso nel mondo del lavoro o quello di ricollocarsi a seguito di licenziamenti. Ci attende un periodo molto complicato, in cui i cambiamenti, la riconversione e la necessità di rivedere i processi produttivi rischiano di produrre tante ingiustizie e di escludere i più deboli, di fronte a tali sfide
        serve una Fisascat lungimirante e sempre pronta a rimettersi in gioco.

        L’Importanza della Comunicazione

        Avviandomi alla conclusione non posso evitare di soffermarmi sull’importanza che oggi riveste la comunicazione anche e direi soprattutto nel sindacato.
        La Fisascat Umbria ha da tempo deciso di investire in una attenta campagna social.
        Sappiamo bene quanto sia centrale oggi comunicare in maniera “orizzontale” (cioè all’interno della categoria) e in maniera “verticale” (con il pubblico esterno). Per questo abbiamo continuato la nostra attività di campagne social, attraverso la nostra pagina, video-alcuni anche diventati virali-, composizioni grafiche volte a riassumere il “nocciolo” di questioni che spesso rischiano di restare solo tra addetti ai lavori. Abbiamo utilizzato con profitto anche il nostro nuovo sito internet e sistemi di messaggistica come whatsapp per aggiornare tutti gli iscritti sulle nostre attività. Non è mancata inoltre la nostra presenza nei media regionali quali la Rai, i principali quotidiani cartacei e siti web di informazione.

        La Fisascat Umbria e la Cisl Umbria

        La Fisascat Umbria ha nel tempo sviluppato la sua confederalità, nell’arco di due congressi siamo fortemente cresciuti non solo nella rappresentanza ma anche e soprattutta nella considerazione all’interno della Cisl dell’Umbria. Le nostre vertenze, le nostre battaglie, tra le principali quelle sugli appalti e sul contrasto al dumping contrattuale sono diventate patrimonio dell’organizzazione.
        Mai come oggi in tutti i territori in cui si articola la Cisl Umbria, la nostra presenza è radicata ma anche e soprattutto competente e di supporto all’organizzazione. La presenza fisica dei nostri operatori/segretari nelle sedi ha sviluppato una sinergia con il sistema dei servizi e con la categoria dei Pensionati che all’interno delle sedi garantisce un presidio insostituibile per l’apertura degli
        uffici. Nel prossimo futuro intendiamo aumentare i nostri recapiti andando anche in territori che fino ad oggi non abbiamo presidiato. Con la Cisl Umbria intendiamo proseguire un cammino che “lasciatemelo dire” mai come oggi è stato cosi sinergico. Certo non è tutto perfetto e molto c’è da fare, ma siamo convinti che lavorando quotidianamente e strutturando le già solide sinergia riusciremo a far crescere ulteriormente la Fisascat e la Cisl dell’Umbria. Riallacciandomi al video che ha anticipato la mia relazione vorrei richiamare la frase con cui si conclude, è una frase di Osca Wilde e recita.L’ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili, il pessimista sa che è vero Non so se qui prevalgano gli ottimisti o i pessimisti ma tutti conveniamo inevitabilmente in una affermazione “Questo è l’unico mondo che abbiamo a disposizione” per cui cerchiamo di salvaguardarlo e di lasciarlo in eredità nel migliore dei modi ai nostri figli.

        Dal 15 ottobre 2009 ha iniziato ad operare ufficialmente la FeLSA CISL – Federazione Lavoratori Somministrati, Autonomi ed Atipici, nata dalla decisione della CISL di accorpare l’Alai e Clacs.
        Esperienze diverse, ma unite nell’affermare una concezione dinamica della società, del lavoro e del fare sindacato. La nascita della FeLSA, rappresenta insieme un progetto e una sfida, quella di aggregare e incontrare i lavoratori nei luoghi di lavoro, offrendo identità sindacale e professionale, tutele contrattuali e servizi. La realtà attuale mette a dura prova il lavoro atipico, in tutte le sue forme. Nella FeLSA trovano spazio lavoratori con tipologie contrattuali diverse. La nostra prima attenzione è sempre rivolta ai più esposti, ai più bisognosi di tutela.

        FeLSA CISL è presente in tutti i territori dell’Umbria con sportelli ed operatori dedicati.

        Gli Sportelli Sindacali FeLSA CISL Umbria sono a disposizione per ogni informazione sui diritti dei lavoratori, sul Contratto Nazionale di categoria, per ascoltare tutte le necessità e le problematiche contingenti, garantendo supporto e accompagnando le persone nella ricerca di soluzioni efficaci.

        Attraverso gli Sportelli della Bilateralità FeLSA CISL Umbria i lavoratori dipendenti delle Agenzie per il Lavoro che sono – o sono stati – in Somministrazione possono accedere a tutte le misure di sostegno, tutela ed agevolazione che la bilateralità del settore mette a disposizione tramite le prestazioni erogate da Ebitemp (Ente Bilaterale per il lavoro temporaneo) e Formatemp (Fondo Formazione per i lavoratori in somministrazione).

        FeLSA CISL Umbria assiste e tutela i lavoratori Autonomi con Partita IVA, freelance e indipendenti nelle richieste per le indennità, i contributi a fondo perduto e i sostegni al reddito. Allo stesso modo FeLSA CISL Umbria supporta e difende i diritti dei lavoratori Atipici co.co.co. iscritti alla Gestione Separata Inps, sia verificando le condizioni del contratto di collaborazione, sia per tutte le diverse prestazioni di natura previdenziale (DIS-COLL, ANF, malattia, degenza ospedaliera, congedi, pensioni, congedi parentali).

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        Il Tar dell’Umbria ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio di Cooperative Kursana contro
        l’Ente Veralli Cortesi e la Cooperativa Kolbe ed ha annullato il provvedimento con il quale era stata
        aggiudicata la gestione dei servizi relativi alla residenza per anziani nella città di Todi. Questa
        struttura fornisce assistenza a circa 75 ospiti.


        A questo punto l’appalto dovrebbe essere assegnato al Consorzio Kursana che era risultato
        secondo classificato, già nella giornata di ieri la direzione della Cooperativa Kolbe (gestore attuale
        del servizio) ha comunicato ai dipendenti che entro il mese di aprile lascerà la gestione.
        Un epilogo clamoroso che si inserisce in una situazione già complicata, in cui le organizzazioni
        sindacali e quelle Cooperative, avevano sin da subito segnalato all’Anac l’incongruità dell’importo
        economico posto a base d’asta che non garantiva i livelli assistenziali previsti dalla Regione
        Umbria.

        In questi mesi il personale dipendente ha lavorato in condizioni complicatissime, sia per la
        problematica Covid, ma anche e soprattutto per l’improvvisazione organizzativa posta in essere
        dalla Cooperativa che gestiva il servizio.

        “I diversi incontri con l’Amministrazione Comunale, l’Ente e la Cooperativa per evitare i
        licenziamenti e garantire i servizi- spiegano i sindacati- hanno scongiurato il taglio del personale,
        ma purtroppo la non congriutà economica dell’appalto ha manifestato una palese insufficienza
        economica per garantire l’ordinaria gestione del servizio e gli standard di qualità per gli ospiti”.
        “Ora chiediamo- conclude la nota firmata da Fisascat Cisl Umbria, Fp Cgil, Uil Fpl- che
        l’Amministrazione Comunale e la Dirigenza dell’Ente convochino le sigle sindacali per informarle
        della situazione e per garantire la forza lavoro occupata, ma anche e soprattutto per garantire
        quegli standard di assistenza previsti dalla regione funzionali a dare un servizio agli ospiti in linea
        con quella che è la tradizione dell’Istituto Veralli Cortesi”.


        Il 2021 secondo il segretario Fisascat Cisl Umbria Valerio Natili

        Le sfide e gli scenari per il prossimo anno in questo breve video della Fisascat Cisl. Lavoro, occupazione, salute e tutele: sono queste le parole chiave per il nuovo anno

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